Mi chiamo Matteo Oleggini. Mi piace scrivere e mi definisco “un artigiano della scrittura“: nel mio lavoro cerco di fare in modo che mani, mente e cuore possano lavorare all’unisono.
Sono nonno di Nora, Gianna, Ariele e Leda e un pensionato rimasto molto attivo.
La scrittura e la comunicazione sono sempre state una componente importante delle mie attività professionali e restano la mia passione.
Mi definisco un «curioso compulsivo» e un «pensionato generativo».
Nei mesi della pandemia da Covid19 e grazie al podcast «Le parole per farlo» di Annamaria Anelli ho infatti scoperto la mia nuova frontiera: la generatività in tutte le sue quattro fasi.
Un atteggiamento con il quale mi impegno nella Fondazione Centro culturale Casa dei Landfogti, in PROCASI e nell’Associazione Amici della Via Francisca del Lucomagno.
Dopo i 60 anni ho anche scoperto la passione per il canto che coltivo nel Coro lirico di Lugano e nel gruppo Cantiamo Sottovoce mentre, «da grande» mi piacerebbe ritornare a studiare e praticare il teatro.
Ho anche aperto un canale YouTube
Mi piace la precisazione – utilissima – di non essere “un uomo di marketing”. Non ho nulla contro chi fa questo mestiere e lo sa fare bene, ma non amo i camuffamenti che molti di loro usano per infilarsi dappertutto!
Buone festività e complimenti per il bel titolo del tuo blog!
Cristina
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