Gioia, nostalgia e tante emozioni

Cantare mi fa stare bene.
Cantare in gruppo ancora di più.

Ieri sera, a Canobbio, con il gruppo Cantiamo Sottovoce abbiamo vissuto momenti molto intensi.

Nella «casciadura dal computer» di Renato Sala e del gruppo Cantiamo Sottovoce ci sono centinaia di canti della tradizione popolare – o che lo sono diventati – che tutti abbiamo ascoltato o cantato almeno una volta.

Mi sono emozionato nel vedere le persone cantare con noi «La filovia da Malvaia», «O bella Verzaschina», «Amici miei» o «Giuan sona i campan».
In ogni canzone, un tuffo nel passato o il riaffiorare di ricordi: gioia, nostalgia e forse qualche rimpianto.

Una ricchezza di emozioni unita in un unico canto.
La magia del Cantiamo Sottovoce si rinnova ogni volta, anche dopo 53 anni.

Io, noi ci auguriamo di vivere (e riuscire a regalare) altri momenti magici.
Se volete cantare con noi saremo nelle piazze di Lugano sabato 2 ottobre e nella Chiesa di Moghegno, nel tardo pomeriggio di domenica 31 ottobre.

11 settembre 2021: che serata!

La prima serata nella nuova Gottardo Arena è finita come speravo: una vittoria, il canto de «La Montanara», il Geyser sound e il giro di pista della squadra a salutare i tifosi. È stata la ciliegina sulla torta di una festa che mi ha regalato molte emozioni.

Un groppo alla gola arriva già prima dell’inizio, sulle note de La Montanara cantata dai «Blue Guitars» e dedicata «agli amici, agli eroi e alle migliaia di tifosi che oggi ci guardano da lassù».

La prima La Montanara nella nuova Gottardo Arena

In un’ideale dissolvenza, la nuova pista diventa «una capanna cosparsa di fior» e «Soreghina, la figlia del sol» sostituisce l’immagine di Filippo Lombardi che non riesce a nascondere l’emozione, un pizzico d’orgoglio e la gratitudine verso chi ha contributo a realizzare il motto della sfida per la nuova pista: «Era impossibile, quindi l’abbiamo fatto».

Inizia la partita e al secondo minuto ecco la prima rete che lega il nome di Johnny Kneubühler alla storia dell’HCAP. Nei successivi 58 minuti arriveranno altre cinque reti.

Nel mio intimo esulto più forte per le due reti segnate da Isacco e Zaccheo Dotti.
Non so se la loro possa davvero essere una leggenda così come la racconta qui Giorgio Genetelli.
Io, ricordo Isacco e Zaccheo ancora bambini.
Poi, negli anni ho seguito i loro passi sulle piste: dalle giovanili dell’Ambri, ai Rockets, fino alla vittoria della Coppa Svizzera di Zaccheo con l’Ajoie e alla sua commossa dedica al nonno Giordano che, nel 1962, l’aveva vinta con l’Ambrì.
Sono stato contento di saperli di nuovo insieme in biancoblù e di essere stato presente ad una serata anche per loro davvero speciale.  

HCAP: un mare di emozioni

Manca solo una settimana alla prima partita dell’Ambrì nella sua nuova casa.

Siamo in molti ad aspettare questo momento e sabato sera sarà una festa e un’emozione fortissima cantare La Montanara prima della partita per ringraziare Filippo Lombardi e tutti quanti hanno lavorato per ottenere questa vittoria.

Ci sarò anch’io, nel settore E, fila 10, posto 21, pronto a condividere la passione e le emozioni con le persone più vicine e con tutti i tifosi dell’HCAP.

Sono tifoso dell’Ambrì fin da quando, da bambino, ascoltavo di nascosto (invece di dormire) le radiocronache dalla Valascia o dalle altre piste. Tante gioie, qualche delusione.
In tutti questi anni, però, ho visto solo poche partite dal vivo.
Quest’anno – complice anche la pensione – ho deciso di rendere più concreto il mio sostegno alla «squadra del cuore» ed anche di provare a raccontare qui una parte della mia esperienza in pista.
Non una cronaca sportiva ma emozioni, pensieri, incontri legati dal filo rosso della passione per l’Ambrì.

A presto.

Un’altra «pazza idea»

Ho la fortuna di partecipare attivamente al progetto E-Bike Alp E-xperience che mi ha fatto incontrare le persone che vivono ed operano nei e per i territori alpini tra il Forte di Bard in Valle d’Aosta e il Trentino Alto Adige.

Il progetto è stato presentato e inaugurato sul Passo San Lucio, al confine tra Italia e Svizzera.

Il momento del taglio del nastro, sul cippo di confine.
Da sinistra: Franco Voci, presidente ERSL, Cristina Zanini-Barzaghi, municipale di Lugano, Gavino Fiori, sindaco di Cavargna e Antonio Rossi, sottosegretario allo Sport di Regione Lombardia.

Per unire simbolicamente i territori, il progetto ha disegnato una ciclovia alpina che unisce i diversi territori e guida alla scoperta delle loro ricchezze e delle emozioni che regalano ai «ciclisti che sanno essere turisti» e «ai turisti che vogliono scoprirsi ciclisti» anche grazie alle opportunità della pedalata assistita.

Qual è la pazza idea? È quella di percorrere con una e-MTB la questa ciclovia, per vivere e scoprire i territori tra il Forte di Bard in Valle d’Aosta e il Trentino Alto Adige passando attraverso il Piemonte, le provincie di Varese e Como, il Luganese, la Valtellina, Poschiavo e Livigno.

Per il momento è ancora un’idea. Per trasformarla il progetto sono alla ricerca di collaborazioni e sostegni.
Ti interessa? Vuoi collaborare? Segui lo sviluppo del progetto sulla pagina FB.

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