Casa dei Landfogti: da locanda a centro culturale

La Casa dei Landfogti (già Locanda dei Sindacatori) a Rivera potrebbe diventare il cuore pulsante della vita sociale e culturale di Monteceneri e della Val Carvina. La Fondazione Centro culturale Casa dei Landfogti ha deciso di avviare un percorso partecipativo per individuare i contenuti e le attività che potranno contribuire a realizzare questa visione. Chi fosse interessato a dare il proprio contributo può già annunciarsi.

Il Comune di Monteceneri ha incaricato la Fondazione di trasformare gli edifici della Casa dei Landfogti in un centro culturale. L’idea di progetto prevede di conservare e rivalutare la parte storica (che è bene culturale) e di edificare costruire un nuovo edificio al posto degli stabili aggiunti negli anni successivi. In preparazione di un concorso di architettura, la Fondazione sta lavorando per individuare i contenuti e le attività da svolgere negli edifici (vecchi e nuovi).

In particolare, si vuole capire in che modo – nel solco della sua storia di «locanda» e anche di sede di una scuola di disegno del pittore Edoardo Berta (1861-1931) – il complesso della Casa dei Landfogti potrà diventare punto di incontro, di aggregazione e di vita culturale per Monteceneri e la Valle del Vedeggio, un comprensorio con un ricco patrimonio.

La Fondazione intende dare avvio ad un percorso partecipativo per rispondere a domande quali «cos’è oggi la cultura?», «quali possono essere i contenuti di un centro culturale?» «quali le attese dei “nativi digitali”, abituati a godere e produrre cultura nel mondo di Internet?».
Le modalità di questo percorso e i momenti di incontro saranno definiti nelle prossime settimane, ma chi volesse dare il suo contributo può già annunciarsi lasciando un commento o scrivendo al segretario della Fondazione (matteo[at]oleggini[dot].ch)

«Fetido balzello»: i conti non tornano

Data per imminente già nel giugno 2013, è stata presentata giovedì la soluzione cantonale per la tassa sul sacco.
Una bella notizia (per l’ambiente) che suscita in me sentimenti contrastanti.

Prevale la soddisfazione di ritrovare nel messaggio del Consiglio di Stato la conferma di tutti gli argomenti sostenuti (ahimè senza successo) prima del voto sul Regolamento comunale dei rifiuti per Monteceneri. Compreso quello secondo il quale le tasse dovrebbero coprire il totale dei costi (e non già al massimo il 70%).
La lettura del messaggio permetterà ai miei concittadini di sapere chi ha raccontato loro verità o bugie.

Capisco anche gli sforzi del Consigliere di Stato on. Claudio Zali che da ex-giudice deve far rispettare la legge e le sentenze del Tribunale federale, mentre, entrato in Governo come un «leghista duro e puro» si ritrova a dover giustificare l’imposizione ai Comuni del «fetido balzello» ferocemente escluso da Giuliano Bignasca.

Comprensibile, dunque il tentativo di sdoganarlo proponendo (meglio imponendo ai Comuni) un sacco «ampiamente scontato»: sento già gli amici leghisti darmi del «ladro o disonesto» per avere proposto in Municipio un sacco da Fr. 1.20 per 35 litri.
Ma i conti non tornano.

Giustamente la proposta di legge impone, accanto alla tassa sul sacco anche una tassa base che copra tra gli altri anche «i costi  per i quali non è determinabile un nesso causale con i quantitativi per i rifiuti prodotti».
Poi però il Consiglio di Stato propone di fissare la tassa sul sacco tenendo conto soltanto dei costi per l’incenerimento dei rifiuti all’ACR di Giubiasco.

Del tutto dimenticati (o ingiustamente caricate sulla tassa base) i costi per la produzione e la distribuzione dei sacchi. Eppure sembrerebbe normale non caricare su chi utilizza meno sacchi anche i costi causati dai concittadini meno diligenti.
Facciamo dunque due conti:

  • Costo di smaltimento (IVA compresa): Fr. 183.60 la tonnellata, ovvero Fr. 0.1836 al kg; per 5 kg: Fr. 0.92
  • Costo del sacco: da Fr. 0.12 a Fr. 0.16 (secondo il messaggio del CdS); ipotizzo che siano compresi anche i costi per la distribuzione
  • Totale (incenerimento e sacco): da Fr. 1.04 a Fr. 1.08

Restano  poi aperte tre questioni:

  • L’ipotesi di un peso medio di 5 Kg per un sacco di 35l è basata sulle più recenti statistiche; si tratta però di una media mentre gli stessi dati dimostrano che con la tassa sul sacco il peso di un sacco tende ad aumentare. È pertanto possibile che con il costo fissato a livello cantonale (specie se entro una forchetta molto stretta) i Comuni debbano caricare una parte dei costi anche sulla tassa base, contravvenendo così alle indicazione della legge (federale e cantonale).
  • Almeno una parte dei costi di raccolta sono riconducibili al volume dei rifiuti: in particolare nei casi in cui (per talune parti del territorio comunale) si rendano necessari dei giri di raccolta supplementari.
  • Il Tribunale federale ha sì confermato la legittimità di una tassa base indipendente dai quantitativi per finanziare infrastrutture e servizi che devono essere mantenute indipendentemente dalla loro utilizzazione ma ha pure stabilito che «la proporzione tra la tassa base e quella proporzionale ai quantitativi deve corrispondere approssimativamente al rapporto tra i costi fissi per un terzo e i costi variabili per due terzi».

Insomma: il messaggio del Consiglio di Stato è un primo passo importante ma il lavoro non è concluso.
Spetta ora al Gran Consiglio dare risposte convincenti a queste (ed altre questioni).
E se poi il costo del sacco da 35l dovesse essere fissato tra Fr. 1.20 e Fr. 1.80, pazienza.
In nessun caso i Comuni dovranno e potranno prelevare più dei costi effettivi.

Tutta da verificare, poi, anche l’affermazione secondo la quale per i cittadini non ci saranno aumenti.
Infatti, oggi, la maggior parte dei casi i Comuni preleva il 70% – 80% dei costi del servizio rifiuti.
Con il «fetido balzello» dell’on. Claudio Zali dovranno invece finanziare la totalità dei costi!
Com’è possibile che il costo per i cittadini possa diminuire sensibilmente se i Comuni dovranno prelevare dal 20 al 30% in più? 
Al più, il costo totale potrebbe essere neutro se le contingenze permetteranno di ridurre le imposte. Vista la situazione generale è però più probabile che grazie alle nuove tasse (e all’obbligo di coprire tutti i costi) si potranno evitare ulteriori aumenti del moltiplicatore!
Ma per chi oggi le imposte non le paga (ad esempio perché esente) ci sarà solo un aumento dei costi!