Il «privilegio bianco» non è una colpa. Ma…

Sabrina Efionayi è una ragazza nigeriana, di 23 anni, nata e cresciuta in Italia.
Nel podcast «Storia del mio nome» rivela la sua esperienza, la ricerca della sua identità, l’amore e la sofferenza delle sue due mamme.
Un racconto intenso – «di straordinaria forza morale e civile» – che mi ha regalato scoperte e mi ha emozionato.
Soprattutto, mi ha interrogato, mi ha spinto a guardarmi dentro, a mettere in discussione molti miei atteggiamenti nei confronti degli immigrati che incontro nella vita di ogni giorno.

Non puoi fare nulla per diventare razzista, ma puoi fare un grande lavoro su te stesso per smetterlo di esserlo.

Ho scoperto che anch’io ho un «razzismo interiorizzato», fatto di automatismi che riconosco e con i quali non sempre sono pronto a fare i conti.

Vi invito ad ascoltare la storia di Sabrina.
Al termine del quinto episodio vi propongo di fare il «test» proposto da Sabrina per prendere coscienza che il nostro «privilegio bianco» (o di cittadino svizzero) non è una colpa ma lo diventa nel momento in cui ignoriamo ciò che succede a chi ha una pelle o un passaporto diverso non lo possiede.

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