Bianco e nero o a colori?

disegno-diletta-dedonatis-01Sto vivendo un film a colori o uno in bianco e nero? E, se del caso, quali colori? Quelli vivaci e luminosi di un prato di montagna fiorito in una giornata di sole, oppure solo una o poche sfumature del Grigio-Gina descritto da Manuela Bonfanti?

Sono domande che mi pongo, cosciente che, come mi ha insegnato Elena Rondi-Gay des Combes a Melano molto dipende dal punto di vista.

Una fotografia può fissare i colori di chi sembra abbia trovato il proprio ruolo nell’universo. Ma quasi mai uno scatto o un intero documentario riescono a mostrare i pensieri, i sentimenti e le emozioni personali e intime.

E così un’immagine a colori può nascondere una vita interiore caratterizzata dal grigio in un’unica sfumatura. O viceversa.

Parafrasando quel che scrive Elena nel suo Dissolvenza, è però importante sapersi chiedere sempre  «quali tinte dominano il mio mondo in questo momento?».
Il mondo interiore e non quello che altri, magari distratti, possono fissare sulle loro fotografie.

Immagine dal blog di Diletta

 

Treni, incontri, poesia

Tilo_Estate2Dieci, dodici minuti; a volte anche per ore: quasi ogni giorno viaggio in treno.

Se appena posso, mi siedo su sedili dove non ci sono altri viaggiatori. Per stare tranquillo, per lavorare meglio o, forse, solo per evitare incontri. Se non è possibile, quasi mai cerco il contatto, il dialogo con altri viaggiatori al di là di un educato saluto di circostanza «È libero? Buon giorno. Buona sera. Buon viaggio. Buon week-end».

Per la maggior parte del viaggio resto confinato nel mio piccolo mondo: lo smartphone, il tablet o i dossier da leggere per preparare la riunione. Solo raramente osservo il paesaggio e le persone.

Sul treno ci sono giovani studenti che ripassano le lezioni per mandare a memoria nozioni con metodi finalizzati solo a superare un’interrogazione o una prova scritta. C’è chi fa più fatica e chi aiuta gli amici meritandosi attenzioni e sguardi interessati e riconoscenti.
Ci sono colleghi che parlano di lavoro anche in posti lontani e per me fantastici: la spiaggia e il bar dove ritrovarsi dopo una giornata di lavoro nella sede all’estero.

Qualche incontro è regolare: lo stesso treno, le stesse fermate, gli stessi posti.
E così, immagino di scrivere un ritratto o una storia: che mestiere fa? Dove va? Con chi parla al telefono? Sorride: cosa l’aspetta questa sera?

Il  viaggio in treno potrebbe però anche essere occasione per momenti più intensi e ricchi.
Me lo ha ricordato Elena Bibolotti con «I miei treni» e l’incipit de «Il mare colore del vino» il racconto nel quale Leonardo Sciascia descrive il viaggio dell’ing. Bianchi da Roma ad Agrigento e il suo incontro con la famiglia del prof. Miccichè e la giovane Dina.

Accolgo e condivido l’invito di Elena a riscoprire «Il treno come “nonluogo” per antonomasia dove mettere assieme le tessere di un puzzle e fantasticare a più non posso sul futuro. Dove leggere e parlare, conoscere persone che mai più avremmo incontrato, nemmeno per sbaglio, sui social network».
E sarebbe bello ritrovare anche la capacità non solo di guardare il paesaggio che scorre dietro al finestrino ma anche la poesia che permetteva a Ennio Flaiano «di vedere gocce di pioggia che scivolano sul vetro appannato trasformarsi in pianto».

E chissà che queste riflessioni e pensieri non diventino l’occasione per un incontro, per un dialogo fra persone che ogni giorno si incontrano su un treno.
Un dialogo reale e non solo sui social network.

Scrittura per l’estate

È vero:  «Il mondo è un libro e chi non viaggia ne conosce solo una pagina».
È però possibile viaggiare e conoscere persone e luoghi anche attraverso le pagine di un libro.  percorso-writers-and-readers-135097Chi scrive diventa così una guida e un compagno di viaggio.

L’estate è tempo di viaggi.
Gli amici di Writers and Readers propongono di aspettarlo con uno speciale «Summer Party» dedicato alla scrittura e alla lettura. L’appuntamento è per giovedì 19 giugno, alle 19.00, a Milano.
In Ticino è un giorno di festa: potrebbe essere l’occasione per un viaggio a Milano e per incontrare un gruppo di amici dinamici, creativi e appassionati di lettura, scrittura, musica, gastronomia e…

Questo incontro chiude il primo anno di Scrivilo! un nuovo viaggio con e dentro la scrittura.
Un viaggio e un’esperienza che potrebbero iniziare anche a Lugano o Bellinzona oppure a cavallo tra Como, Chiasso o Mendrisio.
Per questo rilancio l’invito: «Andiamo a Milano!»
Da questo seme potrebbe nascere un germoglio, l’inizio di un nuovo viaggio per conoscere altre pagine del mondo.
Ti interessa? Contattami che organizziamo la trasferta.

#WRTicino, #WRInsubria

Creatività è divertimento

Il coraggio di immaginare alternative è la nostra più grande risorsa, capace di aggiungere colore e suspence a tutta la nostra vita.”
Daniel J. Boorstin

CreativitaIl coraggio di osare è anche quello di immaginare alternative a costo di passare per folli per alcune ore, mesi o anni.
Succede poi che la soluzione giudicata folle sia ripresa e realizzata da altri.

Creatività e luoghi comuni sono un ossimoro.
Eppure in molti casi, l’esito di un processo creativo è come un messaggio messo in una bottiglia lanciata nel mare. Senza rinunciare ad essere creativi, basta poi la pazienza di stare seduti in riva al fiume ad aspettare non il cadavere del nemico ma la barca (o la nave) della idea realizzata.

Questa esperienza mi ha convinto che in questa epoca di cambiamento, di incertezze, di ricerca di nuovi (o vecchi) punti di riferimento la creatività ed i processi creativi sono una risorsa, un bene da coltivare e diffondere.

Mi viene in aiuto Giovanni Lucarelli, al quale sono debitore delle citazioni di oggi, con le sue riflessioni sul braistorming: non solo come una “tempesta di cervelli” ma, soprattutto, “nell’accezione originaria di Osborn” per il quale brainstormig “significava usare il cervello (brain) per prendere d’assalto (to storm) un problema creativo”.

Vi invito a scoprire “Tutto quello che non avete mai osato chiedere sul brainstorming“: la prima e la seconda parte.
Buon creativo divertimento.