Domenica 22 ottobre, ricordiamoci di votare

Manca meno di una settimana alle Elezioni federali di domenica 22 ottobre. Un appuntamento che – secondo i sondaggi – sembra non suscitare molto interesse.


Nei commenti ai risultati dell’ultimo sondaggio della SSR sono emersi due aspetti che mi preoccupano: il numero delle persone che intendono votare è ancora in diminuzione e dai risultati potrebbe scaturire una minore presenza delle donne tra i 246 rappresentantə del popolo svizzero a Berna.

E allora? Ricordiamoci di votare (per corrispondenza o recandoci al seggio) entro domenica alle 12.00.
Per quanto mi riguarda, inoltre, sulla mia scheda ci sarà una maggioranza di voti a donne che, a mio avviso, possono ben rappresentare il Ticino a Berna.

Amor omnia vincit

L’amore ha mille volti.
La letteratura e la musica ne raccontano la bellezza e i lati più tragici

L’amore è la strada verso la pace – Mahatma Gandhi

Ieri sera, a Olivone, ho potuto assaporare alcune tessere di questo ricco mosaico grazie ai testi scelti dalle animatrici della Biblioteca comunale di Blenio.

Introdotti da Lorenza Gatti, i lettori Pietro Aiani, Nelly Aspari, Rosilde Bozzini, Francesco Oleggini e Enrico Poli mi hanno guidato da Shakespeare a Prévert, dalla tenerezza di due giovani amanti ai ricordi di un amore inghiottiti dall’avanzare dell’età.
Tra una lettura e l’altra brani musicali interpretati da Magda Bianchini al flauto e Naoko Hirose al pianoforte.

Una bella serata che sarà riproposta giovedì 30 settembre alla Bibliomedia di Biasca e giovedì il 7 ottobre alla Filanda di Mendrisio.

Un invito agli artigiani del Ticino

Una storia di 30 anni
che merita un nuovo capitolo

Ho ancora negli occhi la delusione e il rancore degli artigiani costretti a chiudere le bancarelle del Mercatino di Lugano. Mi ricordano che per loro l’annullamento di molti mercatini ha avuto pesanti conseguenze economiche.

Fortunatamente, nel 2020, per gli artigiani ci sono state anche alcune luci.
Molte persone hanno fatto acquisti nei negozi di Dongio, Maggia e Sonogno; Internet e i mercatini virtuali (anche su Facebook) sono poi stati l’opportunità per farsi conoscere e, fortunatamente, anche per vendere.

Le due facce di questa medaglia confermano che l’Artigianato del Ticino ha bisogno di soluzioni che aiutino i consumatori a riconoscere l’autenticità e la qualità dei prodotti e gli artigiani a venderli.

Una soluzione può essere il rilancio del marchio «Artigianato del Ticino».
Un marchio voluto già nel 1987 per rendere facilmente riconoscibili i metodi di produzione, l’uso di materiali legati al territorio (legno, pietra, tessuti, paglia, metalli, ecc.) e una coerenza con la tradizione ticinese anche se aggiornata e adattata alle nuove esigenze dei clienti.
Dopo un lavoro di preparazione, con la consulenza di Alpinavera, è giunto il momento di discutere la soluzione con tutti i diretti interessati e di preparare decisioni che solo loro possono prendere.
Per questo, entro fine mese, l’Ente Regionale per lo Sviluppo del Luganese (ERSL) intende avviare un Gruppo di lavoro per esaminare con gli artigiani i documenti preparati con l’aiuto di Alpinavera e «cucirli su misura» alle esigenze comuni; preparare un piano di azione per gli anni 2022-2023 e cercare i necessari contributi finanziari; contattare tutti i potenziali interessati e, con loro, dare avvio alla nuova gestione.
Obiettivo del Gruppo di lavoro è convocare, entro metà ottobre 2021, un’assemblea di artigiani che segni l’inizio di una nuova pagina nella storia dell’«Artigianato del Ticino».
Chi fosse interessato, volesse saperne di più e magari partecipare attivamente può annunciarsi scrivendo a oleggini@arsl.ch.

Matteo Oleggini

Lo scopriremo solo vivendo

Vasi Comunicanti 2019 – Foto Karakorum, Varese

Per Agatha Christie «un indizio è un indizio, due indizi sono una coincidenza, ma tre indizi fanno una prova». Ho letto diverse avventure di Hercule Poirot ma per anni non ho ascoltato le coincidenze, i loro messaggi o suggerimenti. Superati i sessanta, mi ritrovo più sensibile o forse solo più attento alle coincidenze.

Lo scorso autunno, tre coincidenze mi hanno suggerito il progetto di un nuovo spettacolo. Doveva essere ispirato ai Miserabili ma le circostanze hanno imposto alla regista e anima del progetto di lanciarsi in un progetto che attingerà alle esperienze di giovani migranti che vivono in Ticino e a quelle che abbiamo vissuto nella quarantena. Un percorso che promette di essere “un’interferenza” con il mio modo di pensare e di essere.

In questi giorni, altre tre coincidenze.

Negli incontri del lunedì con Luca Spadaro, Giorgio Thoeni e altri amici del Teatro d’emergenza affiorano spesso dubbi, speranze e riflessioni su cosa e come sarà il teatro nel “dopo COVID-19”.

Tra questi anche la proposta/provocazione di Gabriele Vacis, regista e direttore della scuola per attori del Teatro Stabile di Torino, di tenere aperti i teatri tutto il giorno e, il venerdì e sabato, anche la notte per permettere agli spettatori di assistere anche alle prove e fare del teatro un servizio sociale come la metropolitana o l’acqua potabile.

Ieri, in un webinar, ho “incontrato” per la prima volta Eugenio Barba e l’Odin Teatret. La sua personalità, la sua storia e la sua ricerca del «sapore del sapere» mi hanno affascinato. Mi sono sentito interpellato dalla visione del teatro come «politica fatta con altri mezzi», come strumento per cambiare la società rompendone gli schemi, rifiutare la discriminazione, creare nuove relazioni.

Infine, questa mattina, Facebook mi presenta la “nuova ripartenza” del Karakorum Teatro e dello Spazio YAK a Varese.
Ho avuto la fortuna di conoscere Stefano Beghi e Matteo Sanna in occasione della prima edizione del Festival Vasi Comunicanti da loro organizzato con la Fondazione Lombardi per il teatro. Una ripartenza, presentata da Rete55 (ascolta qui) e VareseNews (leggi qui), che ha molte assonanze con le provocazioni di Vacis e che riflette la relazione dell’Odin Teatret con il quartiere e i suoi abitanti, la ricerca di scambi e di un “baratto” di saperi, incontri, emozioni.

Non so quale sia il messaggio di queste tre coincidenze per la mia formazione culturale (e artistica). Ho seguito l’impulso di fissarle qui per non perderle.
Il resto, come dice Lucio Battisti “lo scopriremo solo vivendo”.

Grazie, Donatella e… buona strada

Da Varese mi raggiunge la notizia della partenza verso altri cammini di Donatella, una delle persone che più si è spesa per la riscoperta e il rilancio della Via Francisca del Lucomagno.
Il suo esempio è stato da stimolo anche per noi della Svizzera italiana che abbiamo imparato a conoscerla e ad apprezzare le sue competenze umane e professionali.

Ricordo i momenti belli dei cammini lungo la Via Francisca ma anche i nostri numerosi incontri. Sempre discreta ma attenta a non far mancare una parola di sostegno e incoraggiamento.
Sapevo della sua malattia (affrontata con coraggio, silenzio e dignità) ma, con lei e i suoi cari, speravo che avrebbe vinto questa battaglia.

Adesso immagino Donatella che cammina leggera sulle strade di un’altra realtà, liberata dal dolore ma ancor più grande in quelle che sono state le sue virtù.
Grazie, Donatella.
Buona strada sulle vie del cielo ma, per favore, non lasciarci soli nel nostro cammino.

Un saluto e un abbraccio, carichi di affetto e di riconoscenza ai tuoi figli e ai tuoi cari.

(Per un più completo ritratto di Donatella vi invito a leggere il ricordo su Varese News)