Guardare la luna, coltivare speranze

LunaMatteo Renzi «vorrebbe “un partito che studia”, che stimola la formazione politica». Con questa frase, Aldo Bertagni ha catturato la mia attenzione e mi ha trascinato fino alla conclusione del suo «fondo» su LaRegione Ticino: è tempo di «rilanciare la politica per tornare a guardare la luna […] con il sorriso e la speranza dei giovani».

La mente ritorna al Congresso del Movimento giovanile PPD del 1978, ai miei impegni politici dei primi anni Ottanta.
Un congresso che si è diviso sulla necessità di avere e coltivare una «cultura politica» cioè metodi e strumenti per analizzare i problemi e formulare proposte ma anche per attualizzare e proporre in modo attuale i fondamenti dell’impegno politico: il federalismo, la sussidiarietà, l’insegnamento sociale della Chiesa.
La maggioranza (con la benedizione dei «maggiorenti del partito») decise altrimenti.

Sono passati più di 30 anni. Guardo disilluso la situazione attuale.

Chi ha responsabilità «di governo» (a livello cantonale o comunale) incontra sempre maggiori le difficoltà a staccarsi dalle preoccupazione del «giorno per giorno» per riflettere e ragionare sui grandi temi: la crisi economica, le opportunità per un rilancio, la struttura e i compiti dello Stato, la ripartizione di compiti e responsabilità (anche finanziarie) tra Cantone e Comuni. E la lista non è esaustiva.
Prevalgono le soluzioni semplici, la ricerca di capri espiatori (gli stranieri, i frontalieri), l’illusione che basta chiudersi su sé stessi e costruire muri per ritrovare una situazione idilliaca.

Anche noi abbiamo invece bisogno di «tornare a guardare la luna» per poter poi «seminare e coltivare speranze contro le paure».
Per questo dobbiamo tornare a piegare la testa sui libri, con una sola certezza: «so di non sapere»

Cittadini, politica e responsabilità individuale

Mentre a Mendrisio i delegati del Partito Liberale Radicale del Ticino (PLRT) eleggono il nuovo presidente, su La Stampa leggo un articolo del direttore Mario Calabresi con spunti e riflessioni che sento d’attualità anche per me.

Il federalismo, è un pilastro della cultura politica svizzera, al quale riconosciamo la “dote della maggiore vicinanza degli eletti agli elettori che rende possibile un controllo più serrato“, certo non automatico ma più facile.
Per rinnovarlo e renderlo attuale è però necessario – nel solco del principio della sussidiarietà – il coraggio di scacciare la tentazione di delegare (al Cantone o alla Confederazione) compiti che possono essere svolti nei Comuni, di pretendere di potersi assumere le relative responsabilità (e costi) e di accettare che, fatte salve alcune condizioni minime, vi possano essere differenze nei servizi offerti da Comuni diversi.

Mario Calabresi parla poi delle speranze insite nel “ricambio generazionale, con l’ingresso di volti nuovi e non compromessi“. Un ricambio che da solo non basta e che non assicura automaticamente una ventata di nuove idee e competenze.
Guardo ai giovani emergenti in tutti i partiti ticinesi: con preoccupazione ritrovo in loro una visione della politica, del partito, del ruolo dello Stato e delle istituzioni troppo simile a quella dei “grandi vecchi” che hanno segnato le mie prime esperienze politiche. Insomma, anche in Ticino la giovane età non è (da sola) garanzia di rinnovamento.

Infine mi sembrano scritte per il Cantone Ticino le conclusioni di Calabresi: il futuro delle nostre istituzioni, la capacità di avvicinare la politica ai cittadini richiedono “un’assunzione di responsabilità individuale che deve coinvolgere tutti, politici, giornalisti, insegnanti, imprenditori e semplici elettori perché ognuno deve imparare a mettere davanti l’interesse generale, a pretendere senso di responsabilità ma anche ad essere responsabile“.

Un grande assente: il turista

Il settore turistico in Ticino è scosso da segnali di crisi: da gennaio a giugno i pernottamenti sono stati meno di 1 milione (- 7.0%); gli enti turistici di Lugano e Locarno contestano Ticino Turismo, manca l’accordo per la necessaria riforma organizzativa. Le discussioni si concentrano per lo più su cause (la crisi economica, la forza del franco, ecc.) e responsabilità della crisi e sulla ripartizione del potere nella futura organizzazione.
Dal mio punto di vista c’è un grande assente: il turista con le sue esigenze e la sua sete di esperienze ed emozioni.

La “Strategia di crescita per la piazza turistica svizzera” (giugno 2010) ricorda che se “le motivazioni che spingono a viaggiare e andare in vacanza” sembrano essere le stesse rispetto a 30 anni fa, l’atteggiamento e le aspettative dei turisti sono cambiate.
La vacanza deve essere in grado di proiettarci in un mondo autentico e alternativo, un mondo incontaminato dove l’ambiente è sano e la natura intatta. Molti desiderano trascorrere le proprie vacanze lontano dal turismo di massa, ma la domanda è notevole anche per le località vivaci con un’offerta alla moda. Nel caso delle vacanze, tra aspettative e decisione effettiva sussistono spesso notevoli  differenze. In futuro acquisiranno importanza la responsabilità ambientale e uno stile di vita sostenibile (ad esempio il modello LOHAS «Lifestyle of Health and Sustainability»). In questo segmento in crescita un ruolo importante è affidato a valori quali esperienza, impegno, tranquillità, amicizia, sincerità, ricerca spirituale e responsabilità
In altre parole, come ricorda Giancarlo Dall’AraLe vacanze del futuro saranno meno focalizzate sul cosiddetto hardware (piscina, sauna, palestra…) e più sul software, cioè l’attenzione sarà riservata alla sfera emotiva” (leggi qui).

Seguendo questo file rouge ho trovato molto interessante una presentazione di Silvia Badriotto (www.nuovi-turismi.com) sul “Turismo esperienziale” che può così essere riassunta.
“Il prodotto turistico diventa un’esperienza” [perché] le persone desiderano “evadere dalla routine di tutti i giorni” e trovare spazi e momenti nei quali mettere “al centro le passioni, gli interessi, le vocazioni”.
Il pacchetto turistico diventa allora “un percorso ad hoc, spesso costruito da sé […] per scoprire mete nuove in un “mix di natura, enogastonomia, arte, avventura, shopping, sport e curiosità di ogni tipo”.
Per questo, costruire pacchetti turistici significa “mettersi nei panni del turista” ascoltare e interpretare le sue esigenze e “chiedersi cos’è realmente rilevante per lui”.
L’esperienza emotiva sarà tanto più forte quanto saprà stimolare i cinque sensi:

  • ascoltare la voce del territorio e il rumore del silenzio;
  • assaporare le tradizioni dell’enogastronomia e dei prodotti locali;
  • guardare ed osservare i paesaggi, la natura, le opere d’arte, i monumenti e ricordarli nel cuore;
  • respirare ed annusare i profumi che ti circondano;
  • toccare e vivere il territorio.

Ogni senso raccoglie un ricordo, un’esperienza che si porta a casa per condividerla e, forse, diventa un momento di nostalgia che spinge a ritornare anche perché “Un viaggio non è cercare nuove terre ma avere nuovi occhi” (Michael Proust).

Lugano, Locarno, Ascona, il Cantone Ticino (compresa la Regione dei laghi insubrici e il massiccio del San Gottardo) hanno molto da offrire alle persone che cercano esperienze ed emozioni.
È però il momento di cambiare le domande di fondo.
Non più “chi comanda e chi gestisce i solfi del turismo?” ma in primo luogo e soprattutto “cosa cerca il turista? come possiamo fargli vivere un’esperienza della quale serberà un (positivo) ricordo che lo spinge a condividerla ed a provare il desiderio di tornare?”

A volte ritornano

Il coraggio di osare è stato per anni il blog che su splinder mi ha permesso di esplorare il mondo del web e di intessere una bella e ricca rete di contatti che oggi continuano su Facebook e su altri social media.
Quando splinder ha annunciato la chiusura ho continuato a rimandare il momento del “trasloco” su un’altra piattaforma. Rimanda oggi, rimanda domani la ricchezza dei post (e soprattutto dei commenti) è andata persa.

Oggi sento il bisogno di ritrovare uno spazio per esprimermi liberamente, per annotare, per coltivare le relazioni in una rete che di virtuale ha soltanto il mezzo che assicura i collegamenti tra le diverse maglie.
Per il momento approfitto dell’ospitalità di wordpress.com. Poi si vedrà.

Buona giornata a tutti.