Domenica 22 ottobre, ricordiamoci di votare

Manca meno di una settimana alle Elezioni federali di domenica 22 ottobre. Un appuntamento che – secondo i sondaggi – sembra non suscitare molto interesse.


Nei commenti ai risultati dell’ultimo sondaggio della SSR sono emersi due aspetti che mi preoccupano: il numero delle persone che intendono votare è ancora in diminuzione e dai risultati potrebbe scaturire una minore presenza delle donne tra i 246 rappresentantə del popolo svizzero a Berna.

E allora? Ricordiamoci di votare (per corrispondenza o recandoci al seggio) entro domenica alle 12.00.
Per quanto mi riguarda, inoltre, sulla mia scheda ci sarà una maggioranza di voti a donne che, a mio avviso, possono ben rappresentare il Ticino a Berna.

Il bosco, scenario di emozioni e benessere

Il numero di luglio di montagna la rivista mensile del SAB, Gruppo svizzero per le regioni di montagna (e gli spazi rurali) ha approfondito le opportunità delle relazioni tra legno, boschi e turismo.

Queste opportunità sono ben riassunte dall’editoriale che presenta il tema del mese.

Nei boschi gli abitanti e i turisti possono svolgere diverse attività con benefici per la salute e il benessere: sentieri didattici, spazi per giochi o pic nic, escursioni alla scoperta della flora e della fauna. Ma anche attività sportive come i percorsi Vita e i giri in bicicletta. Nei boschi troviamo poi il legno per costruire scale, passerelle, tavoli e panchine.

Senza dimenticare che il legno è anche il materiale per costruire edifici turistici (hotel, ristoranti, capanne) che si inseriscono in modo armonioso nel paesaggio.
Ecco allora l’esempio della pista di ghiaccio dell’Ajoie e del Clos du Doubs.

Nella pagina «Una voce dal Ticino» ho raccontato alcuni esempi positivi quali il percorso BoBosco in Valle Verzasca e il percorso espositivo Artinbosco in Capriasca.

Casa dei Landfogti: da locanda a centro culturale

La Casa dei Landfogti (già Locanda dei Sindacatori) a Rivera potrebbe diventare il cuore pulsante della vita sociale e culturale di Monteceneri e della Val Carvina. La Fondazione Centro culturale Casa dei Landfogti ha deciso di avviare un percorso partecipativo per individuare i contenuti e le attività che potranno contribuire a realizzare questa visione. Chi fosse interessato a dare il proprio contributo può già annunciarsi.

Il Comune di Monteceneri ha incaricato la Fondazione di trasformare gli edifici della Casa dei Landfogti in un centro culturale. L’idea di progetto prevede di conservare e rivalutare la parte storica (che è bene culturale) e di edificare costruire un nuovo edificio al posto degli stabili aggiunti negli anni successivi. In preparazione di un concorso di architettura, la Fondazione sta lavorando per individuare i contenuti e le attività da svolgere negli edifici (vecchi e nuovi).

In particolare, si vuole capire in che modo – nel solco della sua storia di «locanda» e anche di sede di una scuola di disegno del pittore Edoardo Berta (1861-1931) – il complesso della Casa dei Landfogti potrà diventare punto di incontro, di aggregazione e di vita culturale per Monteceneri e la Valle del Vedeggio, un comprensorio con un ricco patrimonio.

La Fondazione intende dare avvio ad un percorso partecipativo per rispondere a domande quali «cos’è oggi la cultura?», «quali possono essere i contenuti di un centro culturale?» «quali le attese dei “nativi digitali”, abituati a godere e produrre cultura nel mondo di Internet?».
Le modalità di questo percorso e i momenti di incontro saranno definiti nelle prossime settimane, ma chi volesse dare il suo contributo può già annunciarsi lasciando un commento o scrivendo al segretario della Fondazione (matteo[at]oleggini[dot].ch)

25/9 in Svizzera si vota

Domenica 25 settembre, in Svizzera, è giorno di votazioni anche se, quella mattina, poche persone andranno ai seggi.
La maggioranza avrà infatti già espresso il proprio voto per corrispondenza.
Il materiale di voto sarà consegnato a domicilio al più tardi tre settimane prima, ovvero nei primi giorni di settembre.

Ecco le prime indicazioni sui temi in votazione, un breve promemoria su come si vota e alcune particolarità sull’esito del voto.

Su cosa si vota?

  1. Iniziativa «No all’allevamento intensivo in Svizzera»
    per iscrivere nella Costituzione federale la tutela della dignità degli animali da reddito (bovini, polli, suini), vietare l’allevamento intensivo a carattere industriale e assicurare una macellazione rispettosa e senza sofferenze.
  2. Riforma AVS 21
    Con due voti distinti – ma strettamente collegati – la riforma vuole garantire il versamento delle rendite di vecchiaia (AVS) per i prossimi 10 anni.
    Per questo si prevede di aumentare (0.4%) l’imposta sul valore aggiunto (IVA) e di portare in modo graduale a 65 anni (entro il 2028) dell’età di pensionamento delle donne.
    Sono previste misure di compensazione anche nell’ambito del pensionamento flessibile.
  3. Modifica della Legge federale sull’imposta preventiva
    per rafforzare il mercato delle obbligazioni in Svizzera; sostenere le aziende e gli imprenditori svizzeri; favorire il rientro in Svizzera di posti di lavoro trasferiti all’estero e recuperare le risorse fiscali perse.

Come si vota?

Ecco un promemoria per votare correttamente. L’elettorə può scegliere tra:

  • spedire la scheda per posta (voto per corrispondenza) avendo cura che la busta con le schede possa essere consegnata al Comune entro le 12:00 di domenica 25 settembre;
  • depositare la busta con le schede nella speciale cassetta delle lettere che si trova di regola vicino alla sede del Municipio del proprio comune (o delle ex-case comunali);
  • recarsi personalmente al seggio e deporre la scheda nell’urna rispettando gli orari fissati dal proprio Comune.

Particolarità

Per approvare l’iniziativa «No all’allevamento intensivo in Svizzera» è necessaria la doppia maggioranza del popolo e dei Cantoni.
La Riforma AVS 21 entrerà in vigore soltanto se i due oggetti saranno approvati. La bocciatura dell’uno o dell’altro farà cadere ogni riforma. Per l’aumento dell’IVA è necessaria la doppia maggioranza.
L’esito della riforma della Legge sull’imposta preventiva sarà invece deciso «soloۛ» dal voto del popolo.

Il «privilegio bianco» non è una colpa. Ma…

Sabrina Efionayi è una ragazza nigeriana, di 23 anni, nata e cresciuta in Italia.
Nel podcast «Storia del mio nome» rivela la sua esperienza, la ricerca della sua identità, l’amore e la sofferenza delle sue due mamme.
Un racconto intenso – «di straordinaria forza morale e civile» – che mi ha regalato scoperte e mi ha emozionato.
Soprattutto, mi ha interrogato, mi ha spinto a guardarmi dentro, a mettere in discussione molti miei atteggiamenti nei confronti degli immigrati che incontro nella vita di ogni giorno.

Non puoi fare nulla per diventare razzista, ma puoi fare un grande lavoro su te stesso per smetterlo di esserlo.

Ho scoperto che anch’io ho un «razzismo interiorizzato», fatto di automatismi che riconosco e con i quali non sempre sono pronto a fare i conti.

Vi invito ad ascoltare la storia di Sabrina.
Al termine del quinto episodio vi propongo di fare il «test» proposto da Sabrina per prendere coscienza che il nostro «privilegio bianco» (o di cittadino svizzero) non è una colpa ma lo diventa nel momento in cui ignoriamo ciò che succede a chi ha una pelle o un passaporto diverso non lo possiede.