Le domande che dividono il Ticino

Da quando il PLRT ha lanciato la campagna elettorale verso le elezioni dell’aprile 2015 in Ticino osservo il comportamento dei partiti e il loro uso della rete.

Condivido l’opinione di Giovanna Cosenza secondo la quale internet è ancora uno strumento trascurato dai politici che lo usano soprattutto per «dar mostra di esserci» piuttosto che per «interagire con i cittadini» ed ascoltare quelli che scrivono, chiedono e protestano». «Né tanto meno gli rispondono».
Anch’io credo invece che «la rete può essere uno strumento duttile ed economico per costruire, gestire e rinsaldare il contatto con gli elettori» (Spot Politik, pagina 173).

Ma come?
Giovanna Cosenza propone di usare la rete per creare liste, raccogliere i pensieri e le opinioni dei cittadini.

Sondaggi onlineChi mi conosce sa che sono un curioso compulsivo. E così ho deciso di sperimentare strumenti per me nuovi quale il sondaggio online.
Ho trovato un sito per sondaggi online e ne ho creato uno su «Le domande che dividono i ticinesi».

La partecipazione è assolutamente anonima e i risultati saranno a disposizione di tutti: partiti, candidati, media, semplici curiosi. Ciascuno sarà poi libero di farne l’uso che riterrà più opportuno.

A me resterà una nuova esperienza, la conoscenza di un nuovo strumento.
E chissà: se in tanti parteciperete a questo primo sondaggio, potrei prenderci gusto e lanciarne altri. Filo conduttore potrebbe essere: la rete segnala ai politici i temi che interessano ai ticinesi; ai politici il compito di presentare le loro proposte per risolverle.

Per cominciare, partecipa al sondaggio.
Prenditi alcuni minuti per dare le tue risposte.

Grazie di cuore.
Matteo Oleggini

Il sondaggio è stato realizzato attraverso il sito Sondaggio Online
La fotografia è stata trovata in rete sul sito www.webmasterpoint.org

Ticinesi campioni del mondo

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Negli scorsi giorni Luca Torricelli chef del Ristorante Argentino di Breganzona ha conquistato il titolo di Pasta World Champion 2014.

Un successo che ho scoperto grazie al blog «Le vie del gusto» di LiberaTV, un altro alloro mondiale nel campo della eno-gastronomia che si aggiunge a quello di Paolo Basso, premiato quale Miglior Sommelier del Mondo 2013.

Due successi che danno forza ad una mia convinzione: in Ticino «la festa è finita», ma con creatività, impegno, duro lavoro e capacità di confrontarci anche con l’estero abbiamo ancora le opportunità per conservare e migliorare il nostro benessere e la qualità di vita.

[Foto tratta dal sito ufficiale del Pasta World Championship]

 

Locarno e i quattro Festival

Domani sapremo chi ha vinto i Pardi di #Locarno67.
Spenti i riflettori, partiti gli ospiti, in Ticino si discuterà ancora del «gran rifiuto» di Polanski, di chi ha vinto e chi ha perso, chi è con o contro il Festival.

Io ho visto 4 Festival, ciascuno con una vita propria e distinta.

Il Festival dei cinefili, gli appassionati che vogliono divertirsi, confrontarsi, discutere ed imparare qualcosa da ogni film e dal dialogo con altri cultori della settima arte. Questo Festival avrebbe voluto applaudire Polanski ed ascoltare la sua lezione.

Il Festival di chi cerca soprattutto l’incontro con altre persone: nella sale, in Piazza e alla Rotonda. I film sono solo un pretesto. Il valore del Festival è nell’incontro, nel dialogo, nel divertimento condiviso. Con o senza Polanski.

C’è però anche il Festival «del potere», di chi va a Locarno per i ricevimenti esclusivi e per vedersi il film in Piazza nelle sedie riservate ai VIP. Qui si intrecciano relazioni e si rafforzano  collaborazioni. A volte, l’ambiente rilassato offre l’occasione per lanciare un’idea che diventa scintilla per un progetto o un affare. Se progetti, intese e collaborazioni servono al bene comune (negli affari come nella politica) anche questo Festival è positivo.

Per alcuni, però, partecipare al Festival «dei VIP» è soltanto l’occasione per illudersi di essere qualcuno. E così tra gli invitati si intrufolano anche umarells (in italiano: piccoli uomini) che essere notati devono alzare la voce, avviare polemiche, calare sentenze inappellabili. Complice il nostro provincialismo e una stagione avara di notizie, gli umarells affascinano i media locali, le testate di informazione online, chi commenta sui blog.

E così chi vive il quarto Festival (quello raccontato) ha l’impressione che ci siano solo polemiche, mondanità, affari per pochi anche se una parte dei soldi è di tutti.

Per me, il Festival vero, quello che genera un valore aggiunto (anche, anzi soprattutto, non monetizzabile) è quello degli appassionati di film, conoscitori o semplici curiosi che vogliono imparare e saperne di più.

Sarebbe peccato se questo Festival fosse messo in pericolo dalla nostra incapacità di capirlo e sostenerlo.