Le intuizioni di “Alba senza giorno”

Ho deciso di risvegliare questo blog per tenere traccia – e condividere – alcuni pensieri che mi passano per la mente in queste settimane.
Fortunatamente non vivo rinchiuso in casa e posso lavorare. Però mi mancano gli abbracci delle nipotine, le lezioni di canto con Sara Orlacchio, le prove del Cantiamo Sottovoce, le lezioni e le prove di teatro.

In questa ultima settimana ho ripreso a leggere.
La copertina del romanzo Alba senza giorno di Fernando CoratelliIl primo libro della lista era “Alba senza giorno“, un romanzo dell’amico Fernando Coratelli. Tre storie distinte che partono da punti lontani, si incrociano nello studio di un notaio o sulla metro di Milano per incontrarsi, in un giorno di maggio, alla stazione Romolo.
Il racconto di Fernando si chiude con un evento al quale assistono molte persone. Qualcuno si avvicina. Altri si allontanano. “Tutti hanno visto qualcosa, ognuno ha capito qualcos’altro“.

Il titolo e la conclusione mi hanno fatto pensare a questi giorni.
A volte al mattino mi sveglio mi chiedo: sarà una giornata utile, oppure sarà un’alba senza giorno? Altre volte ho l’impressione che quando volgeremo lo sguardo a questa esperienza per cercare di imparare qualcosa di utile per migliorare il mondo e la società che consegneremo ai nostri figli o nipoti ci accorgeremo che ognuno di noi ha vissuto qualcosa di diverso e non riusciremo a ritrovare l’unità necessaria per costruire insieme.

Ma non solo titolo e conclusione sono di estrema attualità in questi giorni.
Nelle ultime pagine di “Alba senza giorno” (pubblicato a ottobre dello scorso anno) ci sono alcune frasi che sembrano anticipare i giorni che stiamo vivendo.
Lei allora gli sorride.
“Andrà tutto bene, gli dice.
Andrà tutto bene, sì, ripete lui“.

Qualche pagina dopo leggo:
Lei ringrazia, infila la ricetta in borsa e porge la mano alla donna che rimane immobile.
Lo sa che é meglio evitare?, la dottoressa resta impassibile al di là della scrivania. È il peggior veicolo di trasmissione batterica, se dovessi stringere le mani a tutti dovrei lavarmele di continui”.

Complimenti a Fernando per il suo romanzo. Buona lettura.

FAME ritorna in teatro

A fine maggio ho avuto la gioia di condividere con molti amici il successo di FAMEsupertars, il musical prodotto e realizzato da Paolo Meneguzzi e la Pop Music School.
In questi giorni, sotto la guida di Margherita Remotti con un gruppo di amici e colleghi del corso di recitazione e della CMCT – Compagnia Moderna di Cinema e Teatro (integrata nella Pop Music School) e sui testi di Fernando Coratelli, abbiamo iniziato il percorso per portare in teatro una versione in prosa di alcuni fotogrammi degli anni che tra il 1964 e il 1980 hanno cambiato la musica, l’arte e la vita di tutto il mondo.

Fotogrammi che vedranno spesso in scena John Lennon e Yoko Ono, qui ritratti a New York nel 1973.
Grazie a Barbara Picci e alle sue “Storie in bianco e nero” per avermi fatto scoprire questa immagine.

Un viaggio alla scoperta di The Beatles

Love, love me do
You know I love you

Per molti anni questo accorato appello – ricordo di una storia vera – ha riassunto tutta la mia (scarsa) conoscenza della musica di The Beatles, i «quattro ragazzi di Liverpool» partiti da Amburgo per poi sbarcare negli Stati Uniti e conquistare il mondo.
The BeatlesPoco prima di Natale, per poter confermare la mia partecipazione al musical FAME superstar, Paolo Meneguzzi mi ha però chiesto di studiare la storia, la musica, la moda, l’arte degli anni tra il 1960 e i primi anni Ottanta.

Prepararmi per questo «esame» mi ha aperto un mondo in gran parte sconosciuto (malgrado io abbia vissuto quegli anni) e ha fatto riemergere dal subconscio tanti ricordi anche di brani musicali dimenticati o non più associati a quegli anni.

Anche per questo la curiosità per quel periodo non si è esaurita il giorno del test. Questa mattina, navigando in rete sul «file rouge» del viaggio e del cammino, ho scoperto, su Radio Francigena una serie di trasmissioni nella quali Marco Tamborini racconta il Mondo dei Beatles.

La prima serie mi ha guidato alla scoperta della musica di The Beatles a partire dalle canzoni che, in un modo o nell’altro, ricordano il viaggio e il movimento.
La seconda serie racconta i concerti ma anche i rapporti dei Beatles con il cinema, l’India e Bob Dylan.
Nella terza serie ho invece trovato il concerto del 30 gennaio 1969 sul tetto della Apple ma anche i ricordi di amici e musicisti a John Lennon e George Harrison dopo la loro prematura scomparsa.
Buon ascolto!

I J5 a #FAMEsuperstars

Tra le molte storie raccontate (o anche solo accennate) da FAME superstars, il nuovo musical della PopMusicSchool, ci sarà anche quella di Michael Jackson che con i suoi fratelli formò, nei primi anni Sessanta i The Jackson 5 (ma anche J5, The Jackson 5ive o The Jackson Five). Il giorno del loro debutto in pubblico (il 29 agosto 1965)  Michael Jackson aveva 7 anni e festeggiava il compleanno.

Nel nostro musical, i The Jackon 5 saranno portati in scena con la freschezza, l’entusiasmo e la gioia di 5 giovanissime molto brave nel canto, nella danza e nella recitazione.

Vi aspettiamo il 26, 27 e 28 maggio al Palazzo dei Congressi e, se non l’avete ancora fatto, non dimenticate di riservare i vostri biglietti su www.biglietteria.ch

«FAME superstars» e il mio Sessantotto – 1

Partecipare a «FAME superstars» è per me l’opportunità di ripensare e riscoprire il mio «Sessantotto» o meglio i ricordi degli anni tra il 1960 e i primi anni Ottanta. Per me, per le amiche e gli amici che condividono questa avventura e per i lettori di questo blog ho deciso di raccontare alcuni di quei ricordi ma anche le mie riscoperte degli avvenimenti che in quegli anni non né colto, né vissuto forse perché già troppo adulto.

Il card. Martini e padre Bartolomeno Sorge
Foto da: http://www.news.gesuiti.it

Nella seconda metà degli anni Settanta e nei primi anni Ottanta, il mio impegno nella società (dapprima in politica e poi nel sindacato OCST) è stato segnato dalla volontà di approfondire le radici del mio impegno e, in particolare, gli insegnamenti sociali della Chiesa cattolica. Ho avuto la fortuna di avere «maestri» che mi hanno fatto incontrare e conoscere persone di grande levatura.
Tra queste ricordo ancora con ammirazione una giornata di studio con Padre Bartolomeo Sorge, allora direttore della Civiltà Cattolica.

In questa intervista, Padre Sorge racconta  il suo rapporto con il Card.  Carlo Maria Martini, arcivescovo di Milano e riassume le visioni e gli insegnamenti ai quali ho cercato di orientare il mio impegno.

Una lezione che mi sembra di grande attualità per ogni persona che si interroga sul suo ruolo nella nostra società e sul modo per attualizzare e conservare gli aneliti alla libertà, alla pace e all’uguaglianza dei diritti che, con la musica, sono tra i fili conduttori delle storie che racconteremo in «FAME superstars».